La foresta della Val di Fiemme

La foresta della Val di Fiemme è inserita in un un vero e proprio parco, grazie alla vastissima estensione di boschi che, coltivati in modo rispettoso da secoli, hanno rappresentato, specie nel passato, una fonte di sussistenza per la popolazione locale.
Queste foreste (che ormai da qualche decennio si ampliano al ritmo di circa cento ettari all’anno, a scapito dei prati e dei pascoli, meno utilizzati) influenzano inoltre in modo positivo la qualità dell’aria e del clima, favorito anche dall’orientamento della valle, che si allunga prevalentemente da Ovest verso Est.

Abeti in Val di Fiemme

Il paesaggio tipicamente alpino della Val di Fiemme è caratterizzato soprattutto dall’abete rosso che riesce a sviluppare un’altezza di 50 metri, con esemplari che raggiungono una circonferenza fino a 6 metri e un volume di tronco di 25/30 metri cubi: ovvero, quanto serve per costruire una casa.

Questi “monumenti vegetali” della valle meritano di essere visti e sono raggiungibili con comode passeggiate lungo i numerosi sentieri e la rete dei percorsi forestali.

I boschi della Val di Fiemme appartengono quasi esclusivamente ai Comuni e alla Magnifica Comunità di Fiemme: un’originale e antichissima istituzione -di reminiscenza longobarda- che dal 1100 al 1800 ha costituito una sorta di piccola repubblica nell’ambito del principato di Trento. La storia della Magnifica Comunità, ampiamente documentata, permette anche di risalire per quasi un millennio nelle tradizioni e nella cultura della Val di Fiemme.

Le armonie dell’abete rosso di risonanza

Nelle foreste della Val di Fiemme crescono anche rare piante “anomale” di abete rosso -identificabili prima del taglio da pochi esperti boscaioli- che forniscono un pregiato legno di risonanza già impiegato da Antonio Stradivari e da altri grandi maestri liutai del ‘600 e ‘700 quali i Guarnieri e gli Amati. Per le sue straordinarie caratteristiche meccanico-acustiche -studiate e testate ai tempi nostri da molte università e laboratori di ricerca- l’abete rosso di risonanza è tuttora ricercato e impiegato per la costruzione di tavole armoniche per strumenti a corda quali organi, pianoforti, violini e altri, che suonano in tutto il mondo. Non a caso, in campo musicale è consuetudine definire la Val di Fiemme come la “Foresta dei Violini”, e qui esiste anche la Val Paganini.

La tradizione della costruzione di tavole armoniche, che in questa valle ha radici lontane, è oggi perpetuata dalla ditta Ciresa di Tesero, divenuta uno dei riferimenti internazionali per i costruttori di strumenti musicali.

La tradizione della lavorazione del legno

Molti sono gli artisti e gli artigiani che in Val di Fiemme perpetuano la tradizione della lavorazione del legno. Da segnalare le statuine dei presepi, che si ricollegano a un’antica tradizione espressa nella mostra-itinerario allestita, ogni anno nel periodo natalizio, nelle “corte” del centro storico di Tesero, con esemplari risalenti fino al ‘700/’800.
Radicata anche la fabbricazione dell’arredamento rustico: non solo mobili in legno, ma anche i rivestimenti delle camere, in cui rientra la “stube”: il soggiorno tipico della casa fiemmese, reso ancor più caldo e accogliente dalla stufa “a ole”, alimentata rigorosamente a legna.

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